Taijitu

Il sonno per me, più precisamente il dormiveglia, rappresenta quello stato in cui la parte istintuale prende il sopravvento su quella razionale; questa del resto è la definizione di follia in psicoanalisi. Le fotografie dunque sono autoritratti nel sonno, ovvero ritratti della mia creazione artistica e in quanto tali appaiono come ecografie. Ecco dunque l’ecografia di una creazione la visione positiva in negativo e negativa in positivo della mia follia. Il titolo della mia opera è Taijitu che nella filosofia taoista tradizionale cinese rappresenta il concetto di Yin e Yang e l’unione dei due principi in opposizione. Le due polarità di segno diverso, che rappresentano i principi fondamentali dell’universo ( Yang è il principio positivo e Yin è il principio negativo), interagendo danno origine alla suprema polarità ovvero il Taijitu che rende possibile la creazione. Ed ecco la follia contenere al suo interno un dualismo ontologico, idealmente positiva e realmente negativa essa contiene i due opposti che danno origine alla suprema polarita che risuona nel vuoto. Il Taoismo attribuisce al vuoto una creatività immensa e incessante, in quanto esso dà origine a tutte le forme e considerando l’etimologia della parola follia: dal latino follis che significa vuoto, mantice e stava ad indicare qualcuno dalla testa vuota, ritroviamo il dualismo insito nella follia e come dice Ronald Laing: “La follia non è necessariamente un crollo; essa può essere anche una apertura”.

Questa opera è composta da tre fotografie in bianco e nero stampate ai sali d’argento e dai relativi tre negativi retroilluminati; il tutto montato in un unica cornice verticale.

Titolo: Taijitu
Anno: 2011
Tecnica: stampa ai sali d’argento + negativi in light box Dimensioni: 40×80

Tiratura: opera unica