Lùcere

Voce del verbo Lùcere: risplendere, emanare luce.
Volevo fare la fotoreporter. Parto per il Sud America, leggo libri prima di partire, mi documento, andrò in Argentina, in Bolivia, se riesco anche in Perù. Mi preparo per il viaggio, zaino in spalla e macchina fotografica sempre con me.
Quando sono lì mi rendo conto che non puoi prepararti leggendo sui libri, perchè le sensazioni che provi vedendo e vivendo nella povertà del sud del mondo non le puoi studiare. Non voglio fotografare, non riesco. Posso parlare con loro, avvicinarmi, guardarli, ma non fotografarli. La macchina fotografica è un ostacolo per me. Torno indietro. Voglio superare quest’ostacolo, mettermi a nudo io per prima davanti alla macchina fotografica, solo così posso pensare di mettere a nudo altre persone.
Inizia così un altro viaggio, questa volta dentro di me, è difficile, faticoso, vado giù, sempre più in fondo.
Trovo una persona che non conosco, non mi piace, mi spaventa. La guardo nelle fotografie, autoritratti di una me che nell’essere fotografata scompare. Tocco le mie paure, le ombre che ho dentro, è molto buio, mi sento cieca, cerco fuori, ovunque, una luce che illumini, la vedo, ma non illumina, mi acceca ancora più del buio, è cattiva, è una luce cattiva.
Smetto di cercarla. Guardo il buio che tanto mi spaventa, lo attraverso, lo comprendo e così la trovo, luce dentro, luce che illumina, luce per lùcere.

 

Lùcere from Italian to shine, to emanate light.
I wanted to be a reporter. I go to South America, I read books before leaving, I inquire about it, I will go to Argentina and Bolivia, if I manage even in Perù. I get ready for the trip, backpack and my camera always with me.
When I am there I realize that one can’t get ready by reading books; one can’t study the feeling one will have by seeing and living into the poverty of the south part of the world. I don’t want to take pictures, I am not able to do it. I can talk to them, stay close to them, I can look at them but I can’t photograph them. My camera is an obstacle between me and them. I come back home. I want to clear that hurdle; only by exposing myself to the camera, I will manage to uncover the others.
So I start another journey, this time through myself. It is hard and painful, I go down, all the way, deep down.
I find a person I don’t know, I don’t like her, she scares me. I look her into the photographs, in the self-portraits she disappears. I touch my fears, the shadows I have inside me; it’s really dark, I feel blind, I try to find a light outside, something to illuminate, I look for it everywhere. I find it, but it doesn’t enlighten, it blind me even more than the darkness, it’s evil, an evil light.
I stop looking for it. I face the dark that frighten me so much, I go through it, I understand it and so I find the light inside me, a light that illuminate, a light to emanate light.

INFO

  • stampa ai sali d'argento
  • 50x70
  • Anno 2007
  • Edizione /5