Il peso della leggerezza

Opera vincitrice della Residenza Fondazione Bevilacqua La Masa, premio Smart Up Optima 2018

Al giorno d’oggi le tragedie del nostro tempo ci vengono raccontate attraverso un bombardamento di immagini atroci che ci allontanano e ci portano quindi a non riflettere. Il mio tentativo è quello di affrontare temi complessi e dolorosi attraverso l’utilizzo di immagini attraenti e rassicuranti, utilizzando l’estetica per attivare un processo di riflessione. La parola estetica ha origine dal verbo greco αἰσθάνομαι, che significa “percepire”. Supponendo quindi che l’estetica indichi il processo di conoscenza attraverso l’uso dei sensi e che l’emozione derivante dalla bellezza rappresenti il primo passo di questi processi, l’intento di questo lavoro è quindi quello di usare l’estetica per attivare i processi del pensiero.

La prima parte di questo lavoro si chiama  Il peso della leggerezza ed è un’opera che si riferisce agli avvenimenti relativi alla guerra in Siria, in particolare all’utilizzo delle armi chimiche su civili, bambini e ospedali. La sensazione di impotenza che ho provato di fronte a questi fatti mi ha spinto a ragionare sul peso della leggerezza. L’opera è formata da un trittico di fotografie monocromatiche che rappresentano i tre tipi principali di gas usati in guerra: il gas Sarin che è incolore e l’ho rappresentato con il bianco, il gas Cloro tendente al verde e l’iprite detto anche gas mostarda per il suo colore appunto giallognolo. Ogni fotografia è associata ad un attacco avvenuto in un luogo diverso della Siria in tre diversi anni.

Gas Sarin, 4.04.2017, Khan Sheikhun, Siria.

Gas Cloro, 11.08.2016, Aleppo, Siria.

Gas Mostarda (Iprite), 21.08.2015, Marea, Siria.